Il Corano

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Il Corano

Che cosa dice davvero il testo arabo del Corano, parola per parola, radice per radice?
Questa non è una traduzione come le altre. È un 
esperimento radicale: rendere in questa lingua il Corano attingendo soltanto al testo arabo originale — senza appoggiarsi ai commentari tradizionali, senza le scelte consolidate dei traduttori, senza mediazioni teologiche. Ogni parola araba è stata riportata alla sua radice e resa con il suo significato etimologico, incorporato direttamente nel testo attraverso composti trasparenti.
Il lettore non troverà «il Misericordioso», ma 
«il Tenero-di-grembo» — perché raḥmān nasce dalla radice del grembo materno. Non troverà «i miscredenti», ma «i coprenti» — perché kafara significa coprire, celare. Non «credere», ma «dare fiducia»; non «il Signore», ma «l'Allevatore», colui che fa crescere; non «il Paradiso», ma «il giardino-celato»; non «i timorati», ma «quelli-che-si-fanno-schermo». Il «giorno del Giudizio» torna a essere il «giorno del rendere-il-dovuto»; l’«islam» è il «consegnarsi-intero».
Il risultato è un testo spiazzante e potente: il Corano riemerge come un 
tessuto di immagini concrete — grembi, coperture, schermi, semi, bilance, vie che si tengono dritte — dove ogni termine tecnico della tradizione ritrova il gesto fisico da cui è nato.
L'opera comprende:

  • Tutte le 114 sure, integralmente tradotte, dall'«Aprente» alla «Gente»;
  • Convenzioni lessicali uniformi dall'inizio alla fine: la stessa radice araba è resa sempre allo stesso modo;
  • Versetti numerati e testo scorrevole, pensato sia per la lettura continua sia per lo studio;
  • Nessuna nota, nessun commento: solo il testo, restituito nella sua nudità.

Un libro dedicato:

  • A chi studia l'arabo coranico e cerca uno specchio etimologico costante;
  • A chi ha già letto il Corano in altre traduzioni e vuole vederlo con occhi nuovi;
  • A chi si interessa di storia delle religioni, linguistica semitica e arte della traduzione;
  • A chi, semplicemente, vuole accostarsi a uno dei testi più influenti della storia umana prima dei secoli di interpretazione.

Non un Corano spiegato: un Corano scoperto.

FORMATO 6X9 NUMERO PAGINE 608

Dentro il Corano

Contraddizioni serie nel corano che indicano origine umana

Descrizione

Come si indaga l’origine di un testo che si presenta al mondo non come l'opera di un autore terreno, ma come il calco increato ed eterno della parola di Dio?

Fermarsi alle singole esortazioni morali o spirituali di un libro sacro rende impossibile tracciare un confine tra ispirazione divina e pensiero umano. Ma quando si smette di guardare il singolo frammento e si analizza l'opera nel suo insieme — la sua architettura, le sue fonti tardo-antiche, le sue cuciture redazionali e la meccanica profonda della sua lingua originale — lo scenario cambia radicalmente.

Dentro il Corano conduce il lettore in un’indagine senza precedenti attraverso un percorso a "ingrandimento progressivo" articolato in sei parti, che unisce il metodo storico-critico, la filologia semitica e la moderna psicolinguistica forense applicata direttamente al testo arabo originale.

Cosa scoprirai in questo libro:

• Anomalie matematiche, astronomiche e storiche (Parti 1 e 2): Dal celebre paradosso matematico nella divisione delle quote ereditarie (‘Awl) all’impossibilità del digiuno alle latitudini polari; dagli anacronismi archeologici (le monete coniate nell’Età del Bronzo, il "Samaritano" ai tempi di Mosè, il visir persiano Haman alla corte del Faraone) fino alla dipendenza diretta da leggende siriache del VI secolo, Vangeli apocrifi e parabole del Midrash ebraico, affiancando sempre le risposte dell’esegesi tradizionale (tafsir) e i ritrovamenti radiografici sul Palinsesto di Sana'a.

• Il "Vincolo Cognitivo della Rima" e le cicatrici di editing (Parte 3): Un’analisi meccanica sul testo arabo che mostra come la necessità tecnica di fare rima a fine versetto (Fāṣila) costringa l'autore a invertire la cronologia dei profeti, scambiare l'ordine delle parole in una stessa citazione storica o deformare artificialmente i nomi propri (Ilyās che diventa Ilyāsīn, Sīnāʾ che diventa Sīnīn), lasciando visibili a occhio nudo i tagli in cui lunghi blocchi di prosa medinese sono stati cuciti dentro brevi poesie meccane.

• Psicolinguistica forense e "DNA della Rima" (Parte 4): Come l'improvvisazione orale basata su formule preconfezionate generi cortocircuiti pronominali istantanei (il passaggio involontario dal Duale al Plurale fino al Singolare in sole sedici parole nella Sura 10:87) e come la rima smascheri il "copia-incolla" fuori scena di una battuta in prima persona di Gesù (Sura 19:36).

• L’effetto «Senza Tasto Backspace» nel parlato dal vivo (Parte 5): La registrazione in tempo reale dei ripensamenti dell'oratore umano che, non potendo cancellare le parole appena pronunciate ad alta voce, aggiunge correzioni al volo con la particella illā ("tranne"), ribaltando involontariamente il senso logico e grammaticale della propria frase.

• Neuropsicologia della memoria a breve termine e Fusioni Neurali (Parte 6): Un vero test di laboratorio sulla memoria di lavoro umana (la frase lasciata senza verbo nella Sura 4:155–160 quando una parentesi supera le 50 parole) e sui lapsus da sovrapposizione neurale in una frazione di secondo (Syntactic Blends).

Non un testo di polemica religiosa, ma una rigorosa indagine sul testo e attraverso il testo: un viaggio affascinante per leggere una delle opere più influenti della storia umana come un documento vivo, stratificato e profondamente umano.

Numero Pagine 51